Tempo fa ho scritto che la scuola è bella perché c’è la ricreazione, oggi direi che le vacanze sono belle perché si può studiare.
In questi giorni di assoluto riposo passo il mio tempo tra mare, bici e libri. Ogni giorno faccio almeno trenta chilometri in bici. Con la mia vecchia Bianchi significa un’ora e mezza di pedalata, perlopiù nel tardo pomeriggio.
Alle quattro invece vado al mare, dove in genere mi annoio. Il sole picchia e corro subito in acqua. Mi faccio una nuotata a “distanza stabilita”. Al largo c’è una boa, punto su quella e nuoto a farfalla, arrivo, ovviamente, esausto. Poi torno, il tempo di asciugarmi e me ne vado, alle sei sono pronto per la seconda parte del pomeriggio “ciclistico”.
La mattina invece, per me è la parte più bella della giornata. Intanto vengo svegliato verso le sette dal cinguettio degli uccelli, poi mi alzo pigramente e giro per casa assonnato alla ricerca di qualcosa da fare: la colazione! Tiro fuori yogourth, biscotti, albicocche, pere e gelsi del giardino dei miei, succhi vari. Tutta questa abbondante colazione per potermi risedere …a leggere.
Cosa sto leggendo? Di tutto! Non riesco a iniziare e finire un libro, devo averne per le mani più di uno. Al momento si aggirano per casa:
· La biografia di Mussolini di Renzo De Felice (ultimo volume su 8 settembre, resistenza, repubblica di Salò). Non immaginavo che un saggio di storia potesse riuscirmi così leggero, merito ovviamente del De Felice che scrive benissimo.
· Horcynus Orca di Stefano D’Arrigo (1265 pagine, ma me le farò!).
· I poeti del Duecento (al momento sono con Guittone).
· Le commedie di Plauto (al confronto con i mattoni precedenti è musica leggera!).
La sera infine si esce con amici, tra musica e cinema. L’altra sera allo Spasimo ho visto un documentario su Camilleri e Montalbano. A me la scrittura di Camilleri non piace ma lui come personaggio è simpaticissimo. Il regista ha montato una sua intervista in maniera esilarante.
Alla prossima.
Più tardi andrò ad Avola antica. Mi hanno detta che è bella. Dormirò in una vecchia casa del settecento, la immagino un po' come questa chiesa.
Domattina invece risalirò controcorrente Cavagrande del Cassibile. Le immagini danno solo un piccolo saggio della particolarità del luogo. L'acqua è freddissima, ma la bellezza del luogo vale ogni sacrificio.
Buon fine settimana.
Ieri pomeriggio ho dato una ripulita alla bicicletta. Era in soffitta dallo scorso mese di ottobre. La mia vecchia Bianchi, nera, massiccia, coi freni a tamburo.
Ieri sera l’ho inaugurata “alla grande”. Sul giornale avevo letto che alle 21.30 c’era un raduno di cicloamatori per una passeggiata cittadina, così, alle nove, ho inforcato la bici e da Mondello ho fatto i miei primi dieci chilometri estivi che mi separano dalla città.
Sono arrivato trafelato. Ma in prossimità del luogo di ritrovo scorgo, in lontananza, una marea di biciclette – saranno state duecento - tutte con le lampadine accese e, da bravi palermitani, coi campanelli a manetta.
Siamo partiti poco dopo e la strana processione ha vagato in lungo e in largo per la città sotto l’occhio vigile dei vigili, scocciati per lo straordinario notturno.
Dopo un’ora di pedalata, sosta bar! Il branco si è fermato per rifornirsi d’acqua, di fatto la gente usciva dal bar con le brioches di gelato e panna, e i nasi bianchi. Uno si è calato giù almeno tre arancini con carne (sarà venuto alla pedalata digiuno!?). Insomma, come sempre nelle migliori occasioni, la cosa è finita a tarallucci e vino.
Il ritorno è stato molto più dimesso, un po’ la stanchezza, un po’ l’orario (quasi mezzanotte), ma alla fine eravamo tutti contenti.
Finita la pedalata collettiva mi è toccato il ritorno a casa. E lì mi sono ricordato che all’andata erano dieci chilometri. Comunque sono rientrato all’una e, come si dice qui, ho fatto un fosso nel letto.
Ieri sera alle sette e trenta ho fatto yoga sulla spiaggia di Mondello con un gruppo di amici. La spiaggia era già vuota, un lieve venticello increspava il mare e lo sciabordare delle onde riempiva le nostre orecchie di un suono monotono e delicato. L’odore salmastro dell’acqua faceva il resto.
La nostra maestra ci ha chiesto di chiudere gli occhi e concentrarci sul respiro… a poco a poco il rumore del mare, privato da ogni altra sensazione visiva, è diventato una tempesta dentro di noi. Nella mente turbinavano sensazioni, il respiro era regolare, gli odori pervadevano tutto il corpo, la brezza marina ci carezzava lentamente e noi avvertivamo la sensazione di essere dentro di noi e al di fuori della nostra fisicità.
E’ stata un’esperienza unica.
Gli esami, che palle!
Oggi ho fatto esami di mattina e di pomeriggio. Di mattina coi ragazzini della maturità, di pomeriggio con gli universitari.
A differenza di Mel, che sta appollaiato sulle spalle dei giganti, io mi annoio da morire. Penso che la vita è altrove, penso a quello che farei, alla spiaggia di Mondello, alle prossime vacanze.
E nel frattempo chiedo: “Quali affinità ci sono tra il fanciullino di Pascoli e l’oltreuomo di Nietsche?” Io li manderei tutti affanculo e direi: “Prof, ma che cazzo dice? Secondo me non ce ne sono!” Loro invece me le trovano, le affinità. E a me mi tocca dirgli che sono bravi.
Si sarà capito che non ho molta voglia di scrivere, ma ho voglia di essere in contatto con i miei amici blogger. Pubblico qualche foto scattata a Ustica in occasione di una performance di tre giorni di massaggi.





Da professore di latino per anni ho inflitto regole grammaticali ai miei alunni, oggi vado insegnando che per capire una lingua prima bisogna conoscere il lessico e poi studiare la grammatica.
Tuttavia...
REGOLE A TAVOLA PER MASCHI E FEMMINE
1. Il tovagliolo deve essere messo sulle ginocchia e per nessun motivo legato al collo.
2. I gomiti non vanno mai appoggiati sul tavolo e le braccia devono essere il più possibile accostate per non disturbare i commensali.
3. I bocconi di cibo vanno portati sino alla bocca: non si deve mai andare verso la posata.
4. La minestra può essere presa solo da un lato del cucchiaio e assolutamente non dalla punta (non si deve fare il risucchio).
5. Non si parla con la bocca piena di cibo (se vi pongono una domanda fate cenno di attendere).
6. Per quanto possibile si deve cercare di evitare di fare rumore masticando (si mastica solo a bocca chiusa).
7. Sconsigliabile è fare uso di stuzzicadenti in pubblico (anche se i ristoranti li mettono a disposizione).
8. Fare molta attenzione a non alzare il mignolo quando si tiene qualcosa in mano (bicchieri, posate, ecc.).
9. Non fumare durante il pasto (al massimo dopo aver gustato il dolce e con il benestare della padrona di casa).
10. Non si può bere (acqua, vino, ecc.) mentre si ha ancora del cibo in bocca (meglio aspettare e non dimostrare ingordigia).
11. Non si deve mai dividere in due bocconi il cibo preso con la forchetta o peggio ancora fare due sorsi dallo stesso cucchiaio.
12. Quando si immette qualcosa nella bocca con la mano e poi risulta necessario toglierla e metterla nel piatto (es. un nocciolo), dovrà essere fatto con la stessa mano e se lo si è fatto con una posata con la stessa posata.
13. Prima di bere bisogna fare sempre attenzione al fatto che la bocca deve risultare perfettamente pulita.
14. Una volta terminato di mangiare il coltello e la forchetta devono essere posizionati sul piatto perpendicolarmente alla propria persona.
15. Risulta una mancanza di rispetto iniziare a mangiare appena il cibo giunge nel proprio piatto (si deve aspettare che la padrona di casa abbia finito di servire tutti compresa se stessa).
16. Salvo casi molto particolari è vietato "sezionare" la carne a pezzettini nel piatto (ogni boccone deve essere tagliato e subitaneamente consumato).
17. Risulta piuttosto sconsigliabile bere tutto d'un fiato le varie bevande con cui si pasteggia (meglio sorseggiare).
18. Quando ci si siede è meglio stare sempre diritti sulla sedia senza accavallare le gambe.
19. Non si rifiuta il cibo quando è ormai nel piatto (che almeno lo si assaggi) il vino invece può essere rifiutato con un educato cenno della mano.
20. Soffiare sulla minestra è un po' volgare meglio rigirarla delicatamente con il cucchiaio.
21. Nei vassoi (o comunque nei contenitori delle varie portate) non si sceglie mai la parte o la porzione migliore (si prende quella più vicina alla propria persona).
22. Sarebbe buona norma non prendere mai la stessa vivanda per due volte (nello stesso pasto).
SOLO PER FEMMINE
1. Non si deve andare a tavola "inondate" di profumo.
2. Non ci si deve rifare il trucco a tavola (sarebbe anzi più corretto togliere un po' di rossetto prima di pasteggiare per non rovinare la tovaglia).
Qualche giorno fa è passata da qui una ragazza, penso, molto giovane, "subconces". Sono andato a vedere il suo blog e l’ho trovato spassosissimo, a partire dalla musica di sottofondo. Scorrendo qua e là ho trovato delle cose molto divertenti, allora le ho scritto e le ho chiesto l’autorizzazione a pubblicarle. Me l’ha concessa e la ringrazio. Vi propongo intanto queste prime regole …nei prossimi giorni il resto.
Passare da predatrici fallite ad astute prede
Se da un po' di tempo stiamo corteggiando un ragazzo che non si degna di darci attenzione o che comunque ce ne dà solo per vanità, ciò che non dobbiamo assolutamente smettere di fare è dare soddisfazione al suo bisogno di narcisismo. Anche se può sembrare strano tutti i ragazzi corteggiati, persino i più insospettabili, in fondo in fondo credono, di essere i più affascinanti e interessanti esseri del pianeta (in casi simili nessuno, o quasi, si reputa un mediocre o peggio). Il punto su cui far leva è il fatto che, per una ragazzo (come per chiunque abbia un po' di autostima), la perdita di un ammiratrice si converte in un qualcosa che induce a riflettere (soprattutto se genericamente poco apprezzato). Il "gioco" che dobbiamo andare a creare è quello del gatto con il topo, dopo tanti segni di approvazione dimostriamo (con una recita credibile e piuttosto prolungata):
Il tutto deve essere poi accompagnato da un'attenta osservazione delle reazioni del ragazzo lesta e impercettibile. Se notiamo indifferenza accentuiamo i toni, se vediamo invece che si innervosisce (o ci si avvicina), oltre ad aver dato una grande prova di recitazione, abbiamo evoluto la situazione verso un più favorevole contatto: Lui è "sceso dal pero" per constatare più da vicino l'improvvisa alterazione delle carte in tavola. Dopo un tempo ragionevole, approfittiamo di questa opportunità e "scocchiamo la fatale freccia dell'amore".

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