Ieri appuntamento con gli amici alle sette e trenta e poi via verso la montagna. Dopo pochi chilometri in auto siamo scesi in mezzo a un bosco ai piedi di un’altura e abbiamo iniziato una marcia a piedi che si è prolungata per circa mezz’ora. Giunti alla meta abbiamo visto, sopra di noi, su una parete verticale, la piccola apertura della grotta che avremmo visitato. E mi sono detto: “E lì come ci arrivo?!”
Su una montagna a pochi chilometri da Castellammare del Golfo c’è una grotta lunga e tortuosa che può essere visitata con l’aiuto degli esperti del C.A.I.
Che schianto! Quante stalattiti, e stalagmiti, e quelle a canne d’organo (che se le tocchi suonano perché sono vuote dentro), e i laghetti sotterranei, e le pareti di quarzo, luccicanti, e quelle a vela. Insomma una meraviglia di colori e di forme. Camminavamo ammirati, stando attenti a dove mettere i piedi, e le mani (afferrare una stalagmite per sostegno può significare romperla).
Non avevo mai fatto una cosa del genere. Conoscevo le grotte di Castellana e di Postumia, dove si arriva quasi in carrozza, ma qui il piacere bisognava conquistarselo metro dopo metro, arrampicandosi, sbattendo ginocchiate, scivolando e rialzandosi.
Poi, a poco a poco, è iniziata la risalita verso la luce, e dopo un’ora di marcia di ritorno siamo arrivati alla botola da dove eravamo partiti.Tempo fa ho scritto che la scuola è bella perché c’è la ricreazione, oggi direi che le vacanze sono belle perché si può studiare.
In questi giorni di assoluto riposo passo il mio tempo tra mare, bici e libri. Ogni giorno faccio almeno trenta chilometri in bici. Con la mia vecchia Bianchi significa un’ora e mezza di pedalata, perlopiù nel tardo pomeriggio.
Alle quattro invece vado al mare, dove in genere mi annoio. Il sole picchia e corro subito in acqua. Mi faccio una nuotata a “distanza stabilita”. Al largo c’è una boa, punto su quella e nuoto a farfalla, arrivo, ovviamente, esausto. Poi torno, il tempo di asciugarmi e me ne vado, alle sei sono pronto per la seconda parte del pomeriggio “ciclistico”.
La mattina invece, per me è la parte più bella della giornata. Intanto vengo svegliato verso le sette dal cinguettio degli uccelli, poi mi alzo pigramente e giro per casa assonnato alla ricerca di qualcosa da fare: la colazione! Tiro fuori yogourth, biscotti, albicocche, pere e gelsi del giardino dei miei, succhi vari. Tutta questa abbondante colazione per potermi risedere …a leggere.
Cosa sto leggendo? Di tutto! Non riesco a iniziare e finire un libro, devo averne per le mani più di uno. Al momento si aggirano per casa:
· La biografia di Mussolini di Renzo De Felice (ultimo volume su 8 settembre, resistenza, repubblica di Salò). Non immaginavo che un saggio di storia potesse riuscirmi così leggero, merito ovviamente del De Felice che scrive benissimo.
· Horcynus Orca di Stefano D’Arrigo (1265 pagine, ma me le farò!).
· I poeti del Duecento (al momento sono con Guittone).
· Le commedie di Plauto (al confronto con i mattoni precedenti è musica leggera!).
La sera infine si esce con amici, tra musica e cinema. L’altra sera allo Spasimo ho visto un documentario su Camilleri e Montalbano. A me la scrittura di Camilleri non piace ma lui come personaggio è simpaticissimo. Il regista ha montato una sua intervista in maniera esilarante.
Alla prossima.
Più tardi andrò ad Avola antica. Mi hanno detta che è bella. Dormirò in una vecchia casa del settecento, la immagino un po' come questa chiesa.
Domattina invece risalirò controcorrente Cavagrande del Cassibile. Le immagini danno solo un piccolo saggio della particolarità del luogo. L'acqua è freddissima, ma la bellezza del luogo vale ogni sacrificio.
Buon fine settimana.
Ieri pomeriggio ho dato una ripulita alla bicicletta. Era in soffitta dallo scorso mese di ottobre. La mia vecchia Bianchi, nera, massiccia, coi freni a tamburo.
Ieri sera l’ho inaugurata “alla grande”. Sul giornale avevo letto che alle 21.30 c’era un raduno di cicloamatori per una passeggiata cittadina, così, alle nove, ho inforcato la bici e da Mondello ho fatto i miei primi dieci chilometri estivi che mi separano dalla città.
Sono arrivato trafelato. Ma in prossimità del luogo di ritrovo scorgo, in lontananza, una marea di biciclette – saranno state duecento - tutte con le lampadine accese e, da bravi palermitani, coi campanelli a manetta.
Siamo partiti poco dopo e la strana processione ha vagato in lungo e in largo per la città sotto l’occhio vigile dei vigili, scocciati per lo straordinario notturno.
Dopo un’ora di pedalata, sosta bar! Il branco si è fermato per rifornirsi d’acqua, di fatto la gente usciva dal bar con le brioches di gelato e panna, e i nasi bianchi. Uno si è calato giù almeno tre arancini con carne (sarà venuto alla pedalata digiuno!?). Insomma, come sempre nelle migliori occasioni, la cosa è finita a tarallucci e vino.
Il ritorno è stato molto più dimesso, un po’ la stanchezza, un po’ l’orario (quasi mezzanotte), ma alla fine eravamo tutti contenti.
Finita la pedalata collettiva mi è toccato il ritorno a casa. E lì mi sono ricordato che all’andata erano dieci chilometri. Comunque sono rientrato all’una e, come si dice qui, ho fatto un fosso nel letto.
Ieri sera alle sette e trenta ho fatto yoga sulla spiaggia di Mondello con un gruppo di amici. La spiaggia era già vuota, un lieve venticello increspava il mare e lo sciabordare delle onde riempiva le nostre orecchie di un suono monotono e delicato. L’odore salmastro dell’acqua faceva il resto.
La nostra maestra ci ha chiesto di chiudere gli occhi e concentrarci sul respiro… a poco a poco il rumore del mare, privato da ogni altra sensazione visiva, è diventato una tempesta dentro di noi. Nella mente turbinavano sensazioni, il respiro era regolare, gli odori pervadevano tutto il corpo, la brezza marina ci carezzava lentamente e noi avvertivamo la sensazione di essere dentro di noi e al di fuori della nostra fisicità.
E’ stata un’esperienza unica.
Gli esami, che palle!
Oggi ho fatto esami di mattina e di pomeriggio. Di mattina coi ragazzini della maturità, di pomeriggio con gli universitari.
A differenza di Mel, che sta appollaiato sulle spalle dei giganti, io mi annoio da morire. Penso che la vita è altrove, penso a quello che farei, alla spiaggia di Mondello, alle prossime vacanze.
E nel frattempo chiedo: “Quali affinità ci sono tra il fanciullino di Pascoli e l’oltreuomo di Nietsche?” Io li manderei tutti affanculo e direi: “Prof, ma che cazzo dice? Secondo me non ce ne sono!” Loro invece me le trovano, le affinità. E a me mi tocca dirgli che sono bravi.
Si sarà capito che non ho molta voglia di scrivere, ma ho voglia di essere in contatto con i miei amici blogger. Pubblico qualche foto scattata a Ustica in occasione di una performance di tre giorni di massaggi.






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